Al Professor Antonio Giordano il “Grande Ippocrate” 2012

UNAMSI ha premiato a Napoli con il ‘Grande Ippocrate’ attribuito al ricercatore dell’anno, l’impegno scientifico e divulgativo del professor Antonio Giordano, che da alcuni anni conduce studi contro il rischio di patologie tumorali correlate allo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania.
Questa la motivazione: ”Per aver felicemente coniugato la sua feconda attività di ricerca in ambito oncologico con la continua attenzione alla comunicazione rendendo a noi operatori dell’informazione e quindi al largo pubblico un fondamentale ausilio per la comprensione di temi tanto complessi. Ciò è avvenuto sia nel nostro Paese sia negli Stati Uniti, dove il Professore svolge tuttora attività di ricerca e insegnamento e dove, ancora una volta, ha contribuito a far apprezzare le doti di professionalità degli italiani che si impegnano in latitudini così distanti dalla nostra”.
Presidente del comitato scientifico del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano (Avellino) oltre che ricercatore di punta allo Sbarro Institute della Temple University di Philadelphia e professore di anatomia ed istologia patologica dell’Università di Siena, Giordano è stato allievo del premio Nobel James D. Watson e ha scoperto alcuni fattori chiave nella regolazione del ciclo cellulare.
Nella lezione magistrale tenuta alla cerimonia di consegna del Premio, che ha visto la concreta partecipazione di Novartis, Giordano ha rilevato come l’emergenza legata allo smaltimento illegale dei rifiuti ponga gravi rischi per la salute umana: ”In particolare, nelle zone di Napoli Nord e Caserta Sud – ha detto – si stima che i rifiuti tossici smaltiti non correttamente costino un indice di mortalità da cancro pari al 9,2% per gli uomini e 12,4% per le donne in più rispetto alla media nazionale. Tale incremento di neoplasie può essere correlato all’elevato tasso di agenti inquinanti derivanti da rifiuti tossici come la diossina”.
Giordano si è anche interessato ai danni provocati dall’amianto. "L’amianto, seppur il suo uso sia stato bandito, spesso non viene dismesso correttamente – ha spiegato – e continua a rappresentare il maggior fattore di rischio per lo sviluppo del mesotelioma, un tumore fatale, per cui stiamo cercando nuove strategie terapeutiche".
"Lo straordinario abbinamento tra eccellenti risultati scientifici, capacità di comunicare e di impegnarsi in prima persona su temi scientifici con ampie ricadute sociali – ha osservato il presidente di UNAMSI, Francesco Brancati – è il motivo per cui il professor Giordano è’ stato selezionato, da una giuria composta da rappresentanti del mondo scientifico e dell’ informazione”.
Dopo la consegna del premio, dalle mani del senatore Ignazio Marino e dell’assessore del Comune di Napoli Giuseppina Tommasielli, si è svolta una tavola rotonda sui problemi dell’ informazione medico scientifica, con la partecipazione dello stesso Giordano, oltre che del Rettore della Seconda Università di Napoli, Presidente eletto Società Italiana di Farmacologia, Francesco Rossi; del Direttore della Clinica Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Modena e Reggio Emilia, Leonardo Fabbri; del Direttore del Dipartimento di Ricerca dell’ INT Fondazione Pascale, Nicola Normanno; della giornalista del Washington Post, Christine MacDonald, e del giornalista scientifico Nicola Miglino, con la moderazione di Adriana Bazzi, inviata del Corriere della Sera.

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