Il paradosso tutto italiano di 21 sistemi sanitari diversi In discussione al 13/o Congresso Nazionale degli Endocrinologi a Roma

L’esempio delle persone diabetiche: tutte col medesimo bisogno di approvvigionarsi di ‘striscette’ per il controllo glicemico, ma con trattamenti differenti da regione a regione, e anche nella stessa regione

ROMA – L’uso di ‘striscette’ per controllare la glicemia è assicurato dal Servizio Sanitario Nazionale 365 volte in un anno alle persone con diabete in cura con ipoglicemizzanti orali. Ma solo se risiedono in Campania.

Non è invece concesso ai cittadini di Udine, che però le hanno in misura illimitata se sono sotto terapia insulinica. E’ questo solo un esempio del paradosso tutto italiano di avere 21 sistemi sanitari diversi, con una crescita esponenziale del contenzioso tra le istituzioni.
Paradosso che è uno dei principali argomenti del 13/o Congresso nazionale dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) che si svolge a Roma da giovedì 6 a domenica 9 novembre, dopo una ‘tavola rotonda’ milanese, moderata dal socio UNAMSI Nicola Miglino.
”Grazie a una rete capillare che tocca tutti gli ospedali italiani, l’Ame – spiega il Presidente dell’Associazione Roberto Castello – può avere una visione globale dei problemi che riguardano 14 milioni di pazienti italiani colpiti da patologie quali diabete, osteoporosi, le malattie della tiroide e altre che, con oltre 13 miliardi di euro rappresentano il 10% della spesa sanitaria globale”.
Soprattutto la lotta contro la ”disomogeneità del sistema italiano – afferma Castello – è una sfida enorme”. E fa notare come, ”ad esempio nel diabete e in particolare nell’autocontrollo glicemico (uso delle striscette), vi sia una situazione diversa da regione a regione, e anche da Asl ad Asl nella stessa regione”.
Le persone con diabete hanno tutti i medesimi problemi, gli stessi bisogni di approvvigionarsi di ‘striscette’, ‘lancette pungidito’, ‘glucometri’, per poter controllare costantemente il proprio tasso glicemico ed evitare i rischi di ipo e iperglicemia. Tutti i cittadini italiani con diabete dovrebbero godere dello stesso trattamento.
Ma se i diabetici campani in terapia ipoglicemizzante orale con metformina possono contare su 365 striscette l’anno rimborsate dal Ssn – continua il suo esempio/denuncia il Presidente degli Endocrinologi – quelli di Ravenna, dell’Asl Romagna, della Calabria e di alcune zone marchigiane, ne hanno rimborsate 300; Lazio e l’Asl di Teramo (Abruzzo) 200; Puglia e Sicilia 150; Veneto, Asl Milano Centro, Asl Milano 1, Asl Pvia, Asl Varese 100; Asl Milano2 50; Asl 3 Genovese 48; non ne viene rimborsata alcuna, invece ai diabetici di Udine, dell’Ass 4 Medio Friuli e dell’Asl To 2 Piemonte.
Analogamente, i diabetici in terapia insulinica (4 iniezioni al giorno) possono avere una quantità illimitata di strisce solo se risiedono a Udine, 1800 se sono laziali o veneti, o milanesi della Asl Milano Centro; 1500 se dipendono dalla Asl Milano 1, se sono varesini o pugliesi; 1460 se dell’Asl 3 Liguria, 1100 se sono campani, 1200 se siciliani, se pavesi o se milanesi dell’Asl Milano 2; 900 se risiedono in Calabria.
Uno ‘scandalo’, prima ancora che un paradosso. E non è tutto: ”Un aspetto molto importante – denuncia ancora Castello – è quello relativo alle diverse modalità di considerare le esenzioni: per alcune Regioni l’esenzione è a vita, per altre dura 2 anni e in questo caso il paziente è costretto a rinnovarla di continuo. Inoltre, per alcune malattie si prevedono esami oggi totalmente desueti, mentre non sono compresi esami indispensabili: ad esempio, si prevede ancora solo una Tac per patologie come l’acromegalia e la sindrome di Cushing, per le quale invece oggi il gold standard è la Risonanza magnetica”.

Francesco Brancati

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