Il cioccolato fondente, un elisir di sicurezza per tutti i subacquei

Assumere trenta grammi di cioccolato amaro almeno un’ora prima di entrare in acqua migliora la risposta dell’organismo allo stress dell’immersione rinforzando le funzioni difensive dei vasi sanguigni. Si allontana così il rischio di embolia gassosa

MILANO – Cioccolato, il cibo degli dei per i Maya, diventa oggi il cibo consigliato prima di un’immersione subacquea per ridurre il rischio di sviluppare microbolle nei vasi sanguigni. Si allontanerebbe così lo spauracchio dell’embolia gassosa. Lo ha spiegato il professor Alessandro Marroni, presidente di DAN (Diving Alert Network) Europe, nel convegno “L’Expo con le pinne” svoltosi a Milano, nel Fuori Salone di Casa Abruzzo, allo Spaziofiorichiari. Studi scientifici eseguiti in tutto il mondo avevano già accertato che i flavonoidi contenuti nel cioccolato fondente, agendo da antiossidanti, rallentano il declino cognitivo della mente ed esercitano un’azione antidepressiva, antinfiammatoria, antipertensiva e antitrombotica. Il DAN, ha portato la sua ricerca sott’acqua, applicandola a 20 apneisti e a 42 subacquei con le bombole (ARA: AutoRespiratori ad Aria). Risultato: gli antiossidanti del cioccolato fondente sono in grado di combattere i radicali liberi prodotti durante l’immersione e l’assunzione di 30 grammi di cioccolato fondente, un’ora prima dell’immersione in apnea e un’ora e mezza prima dell’immersione con le bombole, può prevenire la disfunzione endoteliale all’interno delle arterie. Questo significa che l’assunzione di cioccolato amaro migliora la risposta individuale allo stress dell’immersione, rinforzando le funzioni difensive dei vasi sanguigni nei confronti dello stress provocato dalle bolle gassose che si potrebbero sviluppare dopo l’immersione. Un primo studio, del DAN in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Bruxelles, ha coinvolto 20 apneisti, divisi in due gruppi di 10, che hanno effettuato immersioni con profondità massima di 20 metri. Ai subacquei del primo gruppo sono stati fatti ingerire 30 grammi di cioccolato fondente (cacao 86%), 60 minuti prima dell’immersione. Il secondo studio è stato invece condotto su 42 subacquei, anch’essi divisi in due gruppi di pari numero, i quali si sono immersi con ARA per 20 minuti, alla profondità massima di 33 metri. Anche in questo caso il primo gruppo ha mangiato una barretta di cioccolato fondente, 90 minuti prima dell’immersione. Al termine delle immersioni, i test effettuati in entrambi gli studi hanno mostrato come il primo gruppo (quello che aveva assunto cioccolato) ha avuto un aumento significativo della dilatazione flusso-mediata dell’arteria brachiale (metodo ecografico per la valutazione della funzione endoteliale), mentre nel secondo gruppo ne è stata addirittura riscontrata la riduzione.

Maurizio Maria Fossati

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