La scoperta della sostanza che smaschera chi fa pipì in piscina era un pesce d’aprile Le bufale sulla salute causano gravi danni

Abbiamo voluto farvi fare due risate. Ma con la salute non si scherza. Guai non controllare le fonti: la falsa notizia sui vaccini e l’autismo ha provocato diverse morti. Dal 6 al 10 aprile il festival del Giornalismo di Perugia tratterà anche questo

MILANO – Molti di voi lo avevano già capito. La notizia sulla “scoperta della sostanza che smaschera chi fa la pipì in piscina, tingendo l’acqua di rosso”, è un pesce d’aprile. Una leggenda metropolitana che, quando ero bambino, le mamme raccontavano per garantire il buon comportamento dei loro figli nelle ore di nuoto. Gli indizi c’erano tutti, dalla data, al nome del ricercatore (First A. Fisherman), all’inesistente Università di PP Island.

Secondo l’ANSA, “L’origine di fare del primo giorno di aprile, un giorno dedicato allo scherzo, alla beffa e alla presa in giro si perde nella notte dei tempi. Sembra che sei secoli fa a Firenze nacque l’idea beffarda di dare convegno, il primo aprile, ai creduloni della città allettandoli con la prospettiva di poter acquistare pesce fresco a buon mercato. I fiorentini desiderosi di risparmiare accorsero numerosi, ma, al posto del pesce fresco, trovavano su una bancarella, in bella vista, un solo pesce, di grosse dimensioni, ma di cartapesta. Da qui, l’ usanza, del pesce d’aprile”.
Tra le bufale più famose resta indimenticabile la trasmissione radiofonica del 1938 “Mercury Theatre on the Air” in cui il 23enne Orson Welles fece la cronaca di un’invasione aliena. Il racconto risultò così realistico che, sorprendendo lo stesso Welles, gettò nel panico gran parte della popolazione americana, in particolare quelli che non avevano ascoltato la presentazione della trasmissione.
Un altro “principe” dei pesci d’aprile fu indubbiamente un servizio di 3 minuti trasmesso nel 1957 dalla BBC. Il filmato riprendeva una famiglia contadina del Canton Ticino impegnata nella “raccolta degli spaghetti dagli alberi”. All’epoca, furono in moltissimi ad abboccare alla burla perché la cucina italiana era poco conosciuta in Gran Bretagna. Il giorno successivo la messa in onda, centinaia di spettatori telefonarono in redazione per chiedere chiarimenti su dove trovare e come coltivare la pianta dello spaghetto.

Errori molto pericolosi
Quando però le bufale nascono in ambito medico, la cosa diventa preoccupante e pericolosa perché, come sappiamo tutti: “con la salute non si scherza”, né si devono permettere l’approssimazione e l’arbitrio.
Oggi in Internet, lo sappiamo, troviamo tutto e il contrario di tutto, quindi, chiunque si occupi di salute ha il dovere di verificare sempre e attentamente le notizie e le loro fonti.
In Italia sono ancora molti a ricordare il caso della Terapia Di Bella e quello più recente di Stamina, vere e proprie ‘bufale’ psedudoscientifiche che hanno causato danni enormi alle persone malate che vi si sono affidate, in seguito a una pessima informazione medico-scientifica.

Il controllo delle fonti
E lo scorso anno non sarebbe nata la ‘bufala’ dei “vaccini che causano l’autismo”, se coloro che hanno ‘sparato’ la notizia su quotidiani nazionali avessero adeguatamente controllato la fonte. Se lo avessero fatto, avrebbero scoperto che la cosiddetta ‘notizia’ era vecchia e infondata. Che il medico britannico Andrew Wakefield che era arrivato a questa conclusione nel 1998 e ne aveva ottenuto la pubblicazione su ‘The Lancet’ (che successivamente la ritirò denunciandone i punti scorretti) è stato espulso dal Royal College of Physicians e da allora non può più praticare la medicina.
Ma il danno della sua autentica ‘bufala’ è arrivato puntuale. La notizia ha cominciato a circolare su Internet e molte mamme hanno avuto remore a vaccinare i propri figli. Lo scorso anno in Italia ci sono stati bambini morti per le complicanze del morbillo, una malattia che era stata finora coperta dai vaccini. Ma in alcune regioni italiane la copertura vaccinale del morbillo è scesa sotto il 95%, definita come soglia sotto la quale non si dovrebbe scendere per mantenere l’effetto gregge.

Perugia, giornalisti a congresso
Ebbene, nell’ambito del “Festival del giornalismo”, che si svolgerà con un calendario fittissimo a Perugia dal 6 al 10 aprile 2016 (www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2016), si discuterà anche di come nascono le “bufale” in ambito medico scientifico, come si diffondono attraverso i social e com’è possibile combatterle. L’incontro, promosso dalla Regione Umbria, si terrà venerdì 8 aprile dalle ore 12 alle 13 nella Sala Fiume di Palazzo Donini.
“Le bufale – spiegano i promotori – trovano terreno fertile sul web e in particolare sui social. Molte false notizie, da quelle sui danni arrecati dai vaccini a quelle che promettono cure miracolose per patologie spesso dall’esito infausto come nel caso Stamina, riguardano l’ambito medico-scientifico. È necessario quindi che le istituzioni e le società scientifiche si impegnino a comunicare tempestivamente una corretta informazione sulla verità scientifica, utilizzando anche canali non tradizionali e più vicini alla popolazione, una contro-informazione che viaggi sul web e soprattutto sui social media”.
All’incontro interverranno l’assessore regionale alla sanità, Antonio Bartolini; Eugenio Santoro, dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri; Eva Benelli, giornalista; Giuseppe Fattori, dell’Associazione Italiana Comunicazione Pubblica e Istituzionale; Piero Dominici, dell’Università degli studi di Perugia.

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