I libri dei nostri soci – A Renzo Pellati il ‘Prix de la Littérature Gastronomique’ per ‘La storia di ciò che mangiamo’

L’alto riconoscimento gli è stato conferito in una cerimonia presso la Reggia di Colorno. Nel libro vengono svelate curiosità impensabili: …i maccheroni sono originari del deserto africano e anche il risotto alla milanese ha origini arabe. Il babà, invece, non ha origini napoletane, ma nasce nientemeno che in Polonia…

MILANO – Le prugne ‘della California’? Sono nate in Francia. I kaki? Sono un ‘regalo’ dell’esercito sabaudo e i mandarini non furono portati in Sicilia dagli arabi, come gli altri agrumi, ma arrivarono in Europa dalla Cina, passando per Londra. Sono solo alcune delle notizie curiose contenute ne ‘La storia di ciò che mangiamo’ (Daniela Piazza Editore, 448 pagine, 28 euro), scritto da Renzo Pellati, specialista in Scienze dell’Alimentazione, nonché Socio dell’UNAMSI, la cui terza edizione ha vinto il ‘Prix de la Littérature Gastronomique 2015’.
”Poiché esiste un legame profondo fra noi e i cibi che ci circondano, indispensabili per vivere – dice Pellati, a cui il riconoscimento è stato consegnato nel corso di una grande cerimonia alla Reggia di Colorno, presso Parma – vale la pena di approfondire le conoscenze anche sull’origine degli alimenti che arrivano sulla nostra tavola”.
E ‘La storia di ciò che mangiamo’ è una storia ricca di aneddoti, di fatti curiosi, di notizie a volte bizzarre, che aiuta a comprendere la reale natura dell’uomo, l’evolversi delle abitudini alimentari, la comparsa dei miti e dei pregiudizi, l’importanza della ricerca scientifica.
Così, sfogliando il libro, scopriamo che i maccheroni sono nati nel deserto africano e che anche il risotto alla milanese ha origini arabe. La cotoletta, invece, non è stata portata a Milano da Vienna, ma ha origini lombarde, mentre l’insalata russa a Mosca la chiamano insalata italiana e il babà non ha origini napoletane, ma nasce nientemeno che in Polonia.
L’autore racconta ancora che fino al 1700 le patate non le voleva mangiare nessuno, sebbene la fame fosse endemica, mentre oggi, come si sa, sembra non se ne possa fare a meno, così come i pomodori che riteniamo indispensabili per condire gli spaghetti sono entrati in cucina da poco più di due secoli. Ma quali sono le cause che hanno fatto esplodere questi consumi?
Il libro risponde a tutte queste domande. E’ diviso in 10 capitoli: parte dalle bevande, passa per i cereali e i primi piatti, poi le carni e le uova, verdure e contorni, per approdare ai formaggi, ai dolci, i gusti e i colori della frutta. Una quarantina di pagine sono dedicate a ‘il vero e il falso’, notizie e curiosità gastronomiche, per affrontare anche ‘i personaggi della storia dell’alimentazione’.

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