Scoperta la sostanza che smaschera chi fa la pipì in piscina

Un derivato sintetico dell’emocianina, la proteina che fa cambiare il colore alle aragoste. La nuova molecola tinge l’acqua in presenza di urea e di lievi sbalzi di temperatura. E’ il risultato di un originale studio sui crostacei condotto dai ricercatori dell’Università di PP Island

MILANO, 1 aprile 2016 – Vita dura per i furbetti della piscina. Quella che è sempre stata una leggenda metropolitana, oggi diventa realtà grazie alla moderna ricerca scientifica. Un gruppo di ricercatori dell’Università di PP Island (Thailandia), sintetizzando l’emocianina delle aragoste, ha messo a punto il primo tracciante colorato dell’urea: un prodotto innocuo per l’uomo, ma che, se disciolto in piscina, permetterà di individuare chi urina in acqua facendo immediatamente apparire una scia rossa molto evidente e piuttosto persistente nell’area della minzione.

Impossibile a quel punto nascondere o negare il comportamento incivile che mette a rischio la purezza dell’acqua dell’impianto balneare. I trasgressori della più elementare norma igienica delle piscine potranno così essere immediatamente individuati, allontanati e multati a dovere.
Ma torniamo allo studio. L’emocianina è la proteina che determina il colore dei crostacei. La sua azione diventa molto evidente, per esempio, quando cuciniamo un’aragosta, un astice o un gambero: l’acqua bollente li fa diventare rosso-arancio.
“Studiando le proprietà chimico-fisiche della proteina, sintetizzandola e modificando con l’ingegneria genetica alcune caratteristiche del DNA – spiega il coordinatore della ricerca, professor First A. Fisherman -, abbiamo realizzato una molecola estremamente sensibile alle variazioni di temperatura e alla presenza dell’urea in acqua. In presenza di urea, la nostra sostanza è in grado di cambiare colore (da trasparente a rosso) anche in corrispondenza di una variazione di temperatura di soli 2 °C. Un gradiente di gran lunga inferiore alla differenza tra la temperatura del corpo umano (36-37°C) e dell’acqua di un impianto balneare (solitamente inferiore ai 30 °C)”.
Entro sera, altre importanti rivelazioni sull’argomento.

Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

Comments are closed.