Demenze: bellissimo il ‘Piano Nazionale’, risorse allocate zero

2016: il Governo olandese investe nel Piano Nazionale Demenze 32 milioni di euro nell’arco di quattro anni, con la partecipazione di denaro pubblico e privato. 2014: il Governo italiano vara il Piano Nazionale Demenze investendo, a tutt’oggi, zero denaro. Delle due realtà si è parlato al convegno “Ricordati di me: dalla ricerca medico scientifica alle comunità amiche delle persone con demenza” organizzato a Milano dalla Federazione Alzheimer Italia per la XXIII Giornata Mondiale e il V Mese Mondiale Alzheimer. Al convegno la medaglia del Presidente della Repubblica. A cinque giornalisti (nella foto) la consegna del premio, cui ha collaborato UNAMSI, dal titolo “Alzheimer: informare per conoscere – Cura, Ricerca, Assistenza”

MILANO – “The dyke against dementia”(L’argine contro la demenza, ndt)”. Read more »

Le giornaliste dell’UNAMSI in evidenza: premi a Paola Olgiati, Stefania Cifani, Francesca Morelli, Vera Martinella

Incarichi di introduzione e moderazione dei corsi di formazione professionale continua per giornalisti alle colleghe Simonetta Basso, Paola Trombetta, Adriana Bazzi, Luisa Monini, Mariateresa Truncellito, Paola Olgiati

MILANO – Giornaliste UNAMSI sempre più in evidenza, surclassando i colleghi maschi. Negli ultimi due mesi hanno primeggiato in numerosi eventi su temi di Sanità, Salute, Ricerca biomedica: premiate e incaricate di introdurre e moderare corsi di Formazione Professionale Continua. Read more »

Il silenzio assordante sulla salute mentale

Quinto incontro organizzato da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, e Unamsi nell’ambito del ciclo “Donne e salute”, valido per la formazione professionale continua dei giornalisti. Relatori: Nicoletta Orthmann, coordinatore medico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna; Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria e Ovidio Brignoli, vice-presidente della Società di Medicina Generale. La testimonianza della sorella di un malato

MILANO – La sofferenza mentale è ancora un tabù: non se ne parla, e quando lo si fa se ne prendono le distanze. Mentre ci si ammala di morbillo o di tumore, nella depressione spesso “si cade” o “si entra”: “È caduto in depressione, è entrata nel tunnel della depressione”. Come se fosse il risultato di un’imperdonabile distrazione o di una consapevole scelta. Modi di dire tra i tanti, che però sottolineano un esorcismo, una presa di distanza, la possibilità di tenersene alla larga.
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