Progetto EUPATI: i pazienti tra i protagonisti della Ricerca

L’Europa ha ora un piccolo esercito di Pazienti Esperti, formati e informati, a pieno titolo protagonisti nella ricerca e sviluppo (R&S) dei farmaci. Passo successivo: operare ufficialmente nei tavoli decisionali su salute e sviluppo delle terapie. Il “pieno supporto” dall’AIFA. Il ruolo dell’UNAMSI, da ottobre nel board scientifico EUPATI, quale braccio per l’informazione medico-scientifica.

BRUXELLES – “Il coinvolgimento dei pazienti nell’ambito della ricerca e sviluppo dei farmaci, e della salute in generale, è diventata una vera priorità e ormai non sono più solo i pazienti a dirlo ma anche la comunità scientifica, l’industria, le istituzioni e le agenzie regolatorie”. Questo il messaggio, forte e chiaro, emerso dalla Conferenza finale del progetto europeo EUPATI (European Patients Academy on Therapeutic Innovation – www.eupati.eu) svoltasi a Bruxelles il 14 dicembre, cui hanno partecipato oltre 240 persone provenienti da 31 paesi europei.
EUPATI, innovativo progetto avviato nel 2012 e guidato dai pazienti, coinvolge un consorzio di 33 organizzazioni, tra cui associazioni di malati, organizzazioni non profit, università e aziende farmaceutiche. Oltre ad aver creato un corso per i pazienti sulla ricerca e sviluppo dei farmaci, che ad oggi ha ”laureato” 97 Pazienti Esperti europei, tra cui cinque italiani, ha sviluppato anche il “Toolbox”, piattaforma online disponibile in sette diverse lingue, contenente materiali informativi che spiegano dalla A alla Z la R&S dei farmaci. Sono state inoltre tracciate delle linee guida per una proficua e attiva collaborazione tra le comunità dei pazienti, i professionisti della ricerca clinica, l’industria farmaceutica, i comitati etici, gli enti di HTA (Valutazione delle Tecnologie Sanitarie) e le autorità regolatorie.
Il board scientifico di EUPATI ha il compito di raccogliere e vagliare le varie proposte nazionali, individuando i percorsi dell’Accademia Europea dei Pazienti adattabili alle differenti realtà locali. In rappresentanza dell’Italia, del comitato fanno parte, con UNAMSI per quanto riguarda la comunicazione medico-scientifica, nella persona del vice presidente Nicola Miglino, AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Farmindustria, ISPOR (International Society for Pharmacoeconomics and Outcome Research), Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Mario Negri, Federfarma, Assogenerici, AICRO, Federanziani, APMAR (Associazione Persone con Malattie Reumatiche), Federsanità ANCI, EPAC e Osservatorio delle Malattie Rare.
Sono 18 le piattaforme nazionali create e attive in Europa che fanno parte di EUPATI. Tra queste in Italia, l’Accademia dei Pazienti nata nel 2014. “L’Accademia dei Pazienti ha posto in questi due anni le basi per acquisire una sua autonomia ed è ora pronta a continuare il suo lavoro nella diffusione della centralità del paziente sulle tematiche della salute” commenta il segretario Silvano Berioli. Del board dell’Accademia fa parte anche l’AIFA. “Intendiamo proseguire sulla strada già intrapresa per incoraggiare l’inclusione dei pazienti, confermando il pieno supporto a EUPATI. Dobbiamo garantire che il paziente, esperto e informato, sia nelle condizioni di far sentire la propria voce e rivendicare sempre i propri diritti, contribuendo attivamente ad accrescere i livelli di efficienza, trasparenza e fiducia nei processi regolatori” sottolinea Mario Melazzini, direttore generale AIFA.
Formazione, fiducia e regole sono i tre requisiti fondamentali da tenere i considerazione. “Formazione dei pazienti, che deve essere di qualità certificata e che deve portare a un riconoscimento professionale. Fiducia tra gli interlocutori, che si costruisce con il dialogo e che passa attraverso il coinvolgimento puntuale dei Pazienti Esperti nei tavoli decisionali. Regole, perché se da un lato abbiamo i Pazienti Esperti dall’altro mancano le regole per il loro coinvolgimento” sostiene Paola Kruger, Paziente Esperta italiana EUPATI.
“Dopo aver frequentato il corso EUPATI non vedo un solo settore dove i pazienti non dovrebbero essere coinvolti in modo più o meno incisivo” sottolinea Claudia Crocione, Paziente Esperta italiana EUPATI, secondo cui “avere un Paziente Esperto come stakeholder attivo è un valore aggiunto sia per la comunità dei pazienti sia per la comunità medica e scientifica”.
Da febbraio 2017 il testimone passerà per due anni a un nuovo progetto, coordinato da EPF (European Patients Forum). “Adesso inizia il viaggio verso una meta ambiziosa: il coinvolgimento attivo del paziente nei tavoli decisionali su salute e sviluppo di terapie”, commentano Pierre Meulien, executive director IMI (Innovative Medicines Initiative) e Marco Greco, presidente EPF (European Patients Forum).