Petizione: vacciniamo i nostri figli

L’appello di Pasquale Ferrante, virologo e professore ordinario dell’Università degli Studi di Milano, sulla necessità delle vaccinazioni per evitare il ritorno di terribili malattie neurologiche mortali come la panencefalite, conseguenza dell’annidarsi nell’organismo umano del virus del morbillo

MILANO – Mi chiamo Pasquale Ferrante, sono un virologo e professore ordinario dell’Università degli Studi di Milano e sono profondamente preoccupato per il pericoloso disinteresse verso i vaccini che si sta diffondendo in Italia. Movimenti di opinione – di cui fanno parte anche professionisti dell’area sanitaria – dichiarano la pericolosità dei vaccini, e che non è importante vaccinare i bambini o i giovani adulti in quanto non ci sono più rischi di malattia, basandosi su un concetto privo di fondamento ovvero che le malattie infettive sono scomparse o che non sono più pericolose.

Per citare un dato, nel 2017 l’Italia è stato il secondo Paese europeo per casi di morbillo, dopo la Romania (5004 casi – fonte: European Centre for Disease Prevention and Control). L’87% dei casi di cui è noto lo stato vaccinale si è verificato in persone non vaccinate e l’8% in persone vaccinate con una sola dose. Il morbillo rischia di diventare di nuovo un problema per la salute e la vita dei cittadini, bambini e adulti.

Una tragica esperienza

Nel 1983 io e il mio team stavamo cercando la cura per una rara malattia neurologica e fu così che, in un paesino lungo il fiume Serio, incontrai la mamma di una bambina di circa 11 anni. Avevo già conosciuto altri genitori, disperati per questa misteriosa malattia che aveva colpito e poi, nel giro di pochi mesi, ucciso un loro figlio.

Mi raccontò che la sua bambina era stata fino a un anno prima sana, vivace ed intelligente, e che poi un giorno, mentre tornavano dalla spesa, la piccola senza dire nulla aveva lasciato a terra la busta che aveva in mano e si era allontanata senza una meta e senza reagire ai richiami della mamma.

Da allora si era progressivamente aggravata, fino a ritrovarsi in fin di vita nel suo letto: purtroppo non c’erano cure efficaci. Spiegai alla signora che la malattia era dovuta al morbillo, una cosa che sembrava impossibile alla mamma perché sua figlia aveva avuto il morbillo all’età di 12 mesi e ne era guarita. Ma, in rari casi, come il suo, il virus del morbillo dopo l’infezione acuta si nasconde nel cervello e dopo circa 10 anni si riattiva provocando la PanEncefalite Sclerosante Subacuta (PESS), malattia drammatica e fatale.

La vaccinazione antimorbillo che fu introdotta nel nostro Paese in quel periodo portò alla scomparsa quasi completa della PESS, e salvo rari casi in bambini non vaccinati, non abbiamo più avuto casi simili. Si può calcolare senza ombra di dubbio che in 30 anni dall’inizio della vaccinazione abbiamo salvato da questa malattia rara 1800 bambini.

Un altro esempio per ribadire l’importanza dei vaccini. In Bangladesh i Rohinga travolti da gravissimi problemi non hanno più vaccinato i loro bambini e subito una malattia dimenticata ma spesso letale è riapparsa: la Difterite. Secondo i dati raccolti da medecins sans frontiers si è verificata un’epidemia di difterite con almeno 30 morti prevalentemente tra i bambini.

Coi vaccini abbiamo eradicato vaiolo e poliomielite

Con l’aiuto dei vaccini abbiamo eradicato il vaiolo, una malattia spesso letale che uccideva tantissimi soggetti. Ma lo stesso si può dire della poliomielite che nella sola Italia a partire dalla seconda guerra mondiale provocava la paralisi o la morte in circa 5000-7000 bambini all’anno.

Le vaccinazioni sono un’arma efficacissima contro le malattie infettive ed è irragionevole non praticarle quando sono disponibili. Le eventuali rare complicanze da vaccino sono davvero “non paragonabili” per frequenza e gravità ai danni provocati dalle malattie che si prevengono con i vaccini stessi.

Il fatto che, grazie ai vaccini, malattie infettive spesso mortali non si osservano da decenni ha ingenerato in molti l’idea che esse non siano più pericolose e che ci si può non vaccinare perché non c’è rischio di ammalarsi. Ma i virus ed i batteri ai quali impediamo di creare danni nei bambini con le vaccinazioni non sono scomparsi, ma continuano a circolare nella popolazione e se non ci si vaccina ci si può ammalare e si possono avere gravi problemi.

La mancata conoscenza di queste informazioni ha portato molti a non vaccinare i propri figli e ha spinto molti governi dei paesi occidentali a rendere obbligatorie le principali vaccinazioni o a regolamentare l’accesso ad asili e scuole, ai bambini non vaccinati per proteggere loro ed i loro compagni.

La petizione #vacciniAMO i nostri figli

Sulla base di tutto questo noi chiediamo a tutte le forze politiche e soprattutto a quelle che si candidano a governare il nostro Paese nel futuro prossimo (http://chn.ge/2GukFFX) di assumersi l’impegno di continuare la lotta contro le malattie infettive in particolare dei bambini anche e soprattutto facendo prevenzione con i vaccini; di tenere fermi i capisaldi delle attuali leggi sui vaccini e di destinare a queste tutte le risorse necessarie per un’efficace applicazione; di promuovere in modo chiaro, lineare, e senza posizioni preconcette, la conoscenza della storia di queste malattie, della loro pericolosità e dei vantaggi per la salute che si ottengono vaccinandosi; di mettere a disposizione le adeguate risorse economiche e di personale perché i cittadini siano informati in modo più puntuale su queste problematiche.

Pasquale Ferrante

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