“Nonni in fuga” dal SSN per cure low cost

anziani in fuga L’Italia non è un paese per vecchi. Parafrasando un flm di successo dei fratelli Coen, si potrebbe definire cosi il Bel Paese, alla luce del dossier  che FIPAC-Confesercenti ha stilato in merito al fenomeno della fuga degli anziani verso paesi low cost per potersi curare. Strangolati da pensioni minime, impossibilitati ad affrontare i rincari dei costi di ticket e farmaci, gli over 65 sono ormai in “fuga” dal Servizio sanitario nazionale.   Il Censis denuncia che, a causa dei costi della sanità, sono oltre 9 milioni gli italiani che hanno rinunciato a curarsi: rimandano visite e interventi; i più pazienti o quelli che proprio non possono farne a meno si rassegnano ad aspettare tempi di scala geologica  per esami diagnostici; moltissimi non possono acquistare  i farmaci che non sono rimborsabili dal SSN. Di questo esercito di 9 milioni di connazionali di fatto esclusi dalle cure, ben 2 milioni sono anziani. Cioè quelli che avrebbero maggiore bisogno di cure, dato nella fascia di età compresa tra 65 e 74 anni circa un terzo delle persone è affetto da una malattia cronica (indagine Multiscopo Istat).  
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Evidence based medicine, non è sempre oro quello che brilla

Medicina basata sulle prove di efficacia (o evidence based medicine – Ebm –  se vogliamo dirla all’inglese) alla sbarra degli imputati. Sulle pagine del Journal of Evaluation in Clinical Practice, Susanna Every-Palmer, psichiatra consulente forense, Te Korowai Whariki, Capital and Coast District Health Board, Porirua, Nuova Zelanda, e Jeremy Howick, ricercatore del Centre for Evidence-Based Medicine dell’Università di Oxford, lanciano il loro j’accuse ed espongono una analisi critica dei motivi per i quali i risultati auspicati in termini di miglioramento complessivo delle cure siano stati solo parzialmente conseguiti nonostante l’applicazione dei criteri guida dell’Ebm.   I costi salgono, la fiducia nella Medicina scende «Dall’introduzione dell’Ebm, – dicono gli autori –  i costi per la salute sono aumentati, mentre le evidenze di alta qualità non sono state numerose.
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Le terme Krka sotto la lente dei soci UNAMSI

Strugnano, una località rivierasca per la talassoterapia e la riabilitazione, Dolenjske Toplice e Smarjeske Toplice, all’interno, per riconquistare la linea, la forma fisica e disintossicarsi.Questi i tre centri visitati dal gruppo di soci UNAMSI che ha partecipato al viaggio stampa sulla medicina termale e riabilitativa in Slovenia. “Strutture – dice Petra Florjancic, regional sales manager delle Terme Krka, in Slovenia – la cui offerta è a tutto tondo: dalla prevenzione alla cura, alla riabilitazione; ma anche alla bellezza, con assistenza medica 24 ore su 24”.

Strugnano, il mare come medicina
A 30 chilometri da Trieste, l’oasi verde del golfo di Strugnano, grazie al clima mite e alla presenza delle saline, possiede ottimi requisiti per la talassoterapia. Qui si curano problemi respiratori e reumatici. Ma il centro è anche adatto anche a chi deve trascorrere una convalescenza dopo infortuni o interventi chirurgici all’apparato motorio. Le attrezzature fisioterapiche sono modernissime e il team di medici, fisioterapisti ed ergoterapisti è di provata esperienza. Read more »