Piovono premi sui giornalisti UNAMSI

Riconoscimenti a  Maria Giovanna Faiella, Claudio Rossetti, Mariateresa Truncellito

MILANO – I giornalisti dell’UNAMSI continuano a veder premiata la loro professionalità: Maria Giovanna Faiella e Mariateresa Truncellito hanno colpito ancora in questa ultima parte del 2015 (dopo i successi di settembre) e a loro si unisce Claudio Rossetti con la sua agenzia ‘Echo Comunicazione d’Impresa’.
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La molecola dell’elasticità causa la sclerodermia, malattia della rigidità dei tessuti

Si chiama ‘fibulina-5’ ed è la molecola responsabile della sclerodermia o ‘fibrosi cutanea’,  malattia caratterizzata da indurimento del tessuto cutaneo e degli organi interni che può rivelarsi letale. E, paradossalmente, ha a che fare con l’elasticità. Il nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, apre la strada allo sviluppo di nuove e migliori terapie contro questa patologia

MILANO – E’ stata identificata una nuova molecola responsabile della sclerodermia, malattia caratterizzata da indurimento del tessuto cutaneo e degli organi interni. E stranamente si tratta di una molecola che, al contrario, ha a che fare con l’elasticità dei tessuti: la Fibulina-5.
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Emofilia – Il farmaco biotech scatena più reazioni immunitarie contro la terapia di quello derivato dal plasma umano

Con la scoperta potrebbe essere dimezzata la resistenza alla terapia e garantire a molti più bambini con emofilia una cura adeguata. Lo Studio internazionale, coordinato dal Policlinico di Milano è stato guidato da Flora Peyvandi, premiata dall’UNAMSI nel 2014 col ‘Grande Ippocrate’ quale migliore ricercatore e divulgatore medico-scientifico

MILANO – Fra i due tipi di farmaco utilizzati per curare il difetto della coagulazione del sangue nelle persone con emofilia, quello più recente, biotecnologico, creato in laboratorio con la tecnologia del DNA ricombinante è più ‘immunogenico’ di quello ricavato dal plasma umano, cioè scatena di più la reazione del sistema immunitario del paziente, almeno nei primi mesi di terapia. E’ una scoperta che potrebbe dimezzare la resistenza alla terapia e garantire a molti più bambini con emofilia una cura adeguata.
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