‘Dieta mediterranea’: nasce in Italia ma agli italiani piace meno

È la fotografia scattata dagli oltre 15.000 test compilati sul sito curarelasalute.com nell’ambito della ricerca GfK Eurisko sulle abitudini alimentari degli italiani, che non sono più quelle raffigurate da Renato Guttuso nella sua celebre ‘Vucciria’ (nella foto) esposta l’anno scorso all’Expo. E gli esperti, riuniti a Milano, denunciano: il 30% dei tumori è provocato da una dieta scorretta

MILANO – I dati parlano chiaro: solo 2 italiani su 10 consumano il corretto quantitativo di frutta e solo 3 su 10 di verdura (ma ritengono di comportarsi bene); solo 2 su 10 assumono in dosi adeguate i latticini e 3 su 10 le uova (entrambi alimenti ricchi di Vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa e del sistema immunitario); solo 1 su 3 mangia pesce; solo 1 su 2 mangia a dosi raccomandate frutta a guscio (noci, nocciole o mandorle, ricchi di Omega 3 e Omega 6); 1 italiano su 2 beve meno di 1,5 litri di acqua al giorno. Read more »

Borsa di studio ‘Monica Andreucci’. La vincitrice Michela Perrone, “Una fantastica avventura lunga 180 giorni…”

MILANO – La Borsa di Studio/Stage ‘Monica Andreucci’, iniziativa di UNAMSI, Bracco (Progetto ‘Diventerò’) e AdnKronos, ha permesso alla collega Michela Perrone di sperimentare con uno stage di sei mesi il lavoro del ‘giornalista d’agenzia’ nei settori della Sanità, Salute, Ricerca biomedica.
Ventotto anni non ancora compiuti, Michela Perrone è giornalista pubblicista dal 2010 e dopo un percorso di studi legato a Scienze della Comunicazione, a Torino, ha frequentato il Master biennale in Comunicazione della Scienza della Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (Sissa) di Trieste. Read more »

Tumori. Bonanni (IEO): valutare il rischio individuale per una ‘prevenzione personalizzata’

Il Direttore della Prevenzione e Genetica oncologica dell’Istituto Europeo di Oncologia parla del ‘presente e futuro’ della prevenzione oncologica nel corso di un incontro promosso da GSA – Giornalisti Specializzati Associati col Patrocinio di UNAMSI

MILANO – Non aveva molte alternative rispetto all’intervento al seno, Angelina Jolie: il suo fattore di rischio, il gene mutato Brca1, era molto alto. Il suo caso faceva parte di quella ‘zona rossa’, per fortuna estremamente ristretta, in cui si può decidere di fare un passo decisivo. Ma esiste una vasta ‘zona grigia’ con un grandissimo numero di persone che hanno sì un rischio genetico, ma più controllabile e gestibile con un’attenta sorveglianza, con dieta e stile di vita mirati, e anche con i farmaci. Read more »