Il Presidente degli oculisti Matteo Piovella: Ministro, 50mila giovani rischiano di perdere la vista

"IN ITALIA non abbiamo il permesso di usare i nuovi farmaci – peraltro già impiegati nel resto del mondo – per curare la maculopatia giovanile. Così, 50mila giovani rischiano di perdere la vista. La Società Oftalmologica Italiana (SOI) invita, quindi, tutti i malati ad andare a curarsi all’estero e chiedere poi il rimborso al ministero della Salute".
E’ la sfida nel nome del diritto di cura lanciata in conferenza stampa a Milano da Matteo Piovella (nella foto), presidente della SOI, che chiede "un intervento immediato del ministero della Salute perché è insopportabile che AIFA (l’Agenzia Italiana del FArmaco) non abbia un controllo superiore e che non ci sia un sistema di sicurezza in grado di intervenire sugli errori commessi da quest’Agenzia. La situazione è grave: stiamo giocando con la vista delle persone. Le cure ci sono, ma in Italia non possiamo applicarle".
Ma vediamo con ordine. La maculopatia da miopia elevata è un problema che può colpire i giovani contrariamente agli altri tipi di maculopatie che di solito interessano gli anziani. Questi pazienti hanno un calo della vista del 90% in pochissimo tempo, è quindi
necessario intervenire in modo rapido. La terapia intravitreale, spiega Piovella, ha da tempo e con assoluta chiarezza mostrato di essere la più efficace cura di queste maculopatie, col risultato di un ripristino rapido della vista dopo una o due iniezioni intravitreali che risolvono la malattia dei giovani pazienti. Per la cura possono essere usati i prodotti innovativi di due diverse case farmaceutiche. Ma qui sta il problema. I due farmaci, autorizzati in Italia per la cura del tumore, non riportano nel bugiardino alcun riferimento alla maculopatia dovuta a miopia elevata e sono quindi automaticamente esclusi da questo impiego oculistico.
"In Italia, il medico oculista è obbligato a sottoporre i pazienti affetti da maculopatia alla terapia fotodinamica: una cura di 10 anni fa, obsoleta e abbandonata a causa della sua inefficacia e addirittura pericolosità", spiega Piovella. Questo perché la legge Di Bella non
permette di utilizzare una terapia off-label (senza l’indicazione scritta nel foglietto illustrativo) in tutti i casi in cui vi sia già una terapia on-label (quindi con l’indicazione scritta sul bugiardino).
"In poche parole – sottolinea il presidente SOI – i medici oculisti italiani, per far fronte ai casi di maculopatia dovuta a miopia elevata, a norma di legge, non possono usare farmaci indiscutibilmente efficaci, mentre sarebbero costretti a impiegare una cura inefficace e
pericolosa come la terapia fotodinamica. A tutto ciò gli oculisti non ci stanno e chiedono con decisione, anche a nome dei diritti del paziente, un intervento immediato di AIFA e del ministero della Salute".

di Maurizio Maria Fossati

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