Nuovo test: la diagnosi precoce del tumore del polmone guadagna due anni

Un semplice esame del sangue, che individua specifiche molecole di microRNA, anticiperà la diagnosi fatta con la TAC spirale e ridurra dell’80% i falsi positivi. La scoperta è frutto della ricerca all’Istituto dei Tumori di Milano

MILANO – Con un semplice esame del sangue è possibile identificare i tumori più aggressivi del polmone, fino a due anni prima della diagnosi con TAC spirale. La scoperta arriva da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, pubblicato sul “Journal of Clinical Oncology”.
Secondo i ricercatori, un test molecolare basato sull’esame del microRNA plasmatico – ancora in fase di validazione – sarebbe in grado di individuare i soggetti a maggior rischio di tumore polmonare. I microRNA sono piccole molecole di RNA che regolano l’attività dei geni e quindi di intere reti di processi biologici. Oltre a essere implicati nel normale differenziamento e sviluppo degli organi, fungono anche da bio-marcatori in grado di predire lo sviluppo di cancro polmonare e delle sue forme più aggressive.
Proprio la TAC spirale presenta alcuni limiti nel riconoscimento della natura benigna o maligna dei noduli polmonari, così come rileva Giuseppina Calareso, medico radiologo dell’INT: “In particolare, la TAC ha scarso potere di differenziazione, con frequente riscontro di falsi positivi: quelle lesioni che sembrerebbero dubbie (25% del totale), ma in realtà non lo sono”.
In pratica, secondo i ricercatori, il nuovo test – del costo di circa 60 euro – sarebbe in grado di abbattere circa l’80% di falsi positivi, fungendo da valido strumento di prevenzione e di diagnosi precoce, comportando allo stesso tempo una sensibile riduzione di pratiche invasive e di ulteriori esami radiologici sul paziente, nonché un evidente risparmio di risorse economiche e organizzative per il Sistema Sanitario.
“La combinazione del test e della TAC spirale ha comportato una riduzione di 5 volte del tasso di falsi positivi dal 19,4% al 3,7%”, conferma Mattia Boeri, ricercatore dell’Istituto milanese. “Nell’ambito della sperimentazione clinica bioMILD, guidata da Ugo Pastorino, direttore della Divisione di Chirurgia Toracica dell’Istituto dei Tumori, entro la fine del 2015 ci aspettiamo di arruolare 4.000 forti fumatori, associando il test del sangue sul microRNA alla TAC torace a bassa dose radiante”.
Il progetto bioMILD, coordinato da Ugo Pastorino e Gabriella Sozzi, si rivolge a persone ad alto rischio di tumore polmonare, e in particolare a uomini e donne di età superiore ai 50 anni, che siano forti fumatori, o che abbiano smesso di fumare da meno di 10 anni. Uno studio che, dopo più di due anni dalla sua partenza ha già dato notevoli risultati, come l’individuazione di oltre 20 molecole specifiche proprio per il tumore polmonare.
Tesi, quelle dei clinici dell’INT, convalidata anche da altri studi scientifici, come quello pubblicato lo scorso mese di dicembre su “Cell Death and Disease”, che ha dimostrato come i microRNA possano essere utilizzati efficacemente per le nuove terapie nella cura del cancro polmonare, e in particolare nella possibilità di colpire le cellule neoplastiche attraverso la loro modificazione.

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