Bufale e verità, dobbiamo fare attenzione alle due facce della salute sul web

Un decalogo per aiutare chi naviga in Rete a distinguere le notizie vere e affidabili da quelle false, superate o che nascondono interessi commerciali e di lobby. Alcuni consigli anche per migliorare il dialogo e l’empatia nel rapporto medico-paziente

ROMA – Attenti al lupo! Il web può essere molto pericoloso. “Se leggi una notizia, poniti sempre il dubbio: sarà vera?” Con questo consiglio, Silvia Misiti, direttore della Fondazione IBSA (IBSA Foundation for Scientific Research) ha aperto a Roma l’incontro, organizzato assieme a Cittadinanzattiva, “Bufale e verità, le due facce della salute in Rete”. Un’occasione per fare il punto e riflettere sulla “Cultura della salute” e la responsabilizzazione del cittadino nel reperimento delle informazioni sul web.

Oggi in Rete troviamo tutto e il contrario di tutto. Ma come fare a distinguere il vero dal falso? Per rispondere a questa domanda gli esperti hanno stilato un decalogo che offre chiare e semplici indicazioni basate sul buon senso per non cadere nelle trappole di interessi commerciali e di lobby di pensiero. Il decalogo, offre anche consigli pratici per migliorare il rapporto medico-paziente.

Un dialogo che, quando sviluppa empatia, va a tutto vantaggio del successo della cura. Il paziente comunica i sintomi e la sua storia di malattia. Il medico dedica il tempo necessario all’ascolto, guadagnando così la fiducia del malato che seguirà con più attenzione i consigli del medico. Nasce in questo modo la cosiddetta “alleanza terapeutica”. Ma ecco i consigli.

Il decalogo

1) Occhio alle fonti. E’ necessario prestare la massima attenzione all’’estensore delle informazioni di cui stiamo usufruendo. Da privilegiare le pagine ufficiali di organizzazioni riconosciute ed affidabili. Le affermazioni che non fanno riferimento a fonti affidabili sono sempre da prendere con il beneficio del dubbio.

2) Forum e blog, scenario del dibattito virtuale, in cui vengono raccontate esperienze personali, sono fonti particolarmente insidiose perché suscitano empatia, ma non è detto abbiano affidabilità scientifica.

3) Controlliamo le date. La tempistica della diffusione di informazioni è cruciale per la sua efficacia: è buona norma controllare la data di pubblicazione (dovrebbe essere sempre presente) dei contenuti che stiamo consultando. Anche informazioni su terapie o allarmi, corrette al momento della pubblicazioni alcuni anni fa, oggi potrebbero non essere più attuali.

4) Non cerchiamo solo conferme. Attenzione al funzionamento dei motori di ricerca e della nostra mente! Se ricerchiamo determinate parole ci verranno restituite pagine che le contengono, orientando i risultati e influenzandoci. Da non sottovalutare il meccanismo di funzionamento di motori di ricerca e social network: il web ci propone, in prima battuta, informazioni che ricalcano le nostre ricerche precedenti.

5) Attenzione a cosa percepiamo di quanto leggiamo. Bisogna tenere presente che tendiamo a prestare maggiore attenzione e a riporre maggior fiducia nelle informazioni in linea con quanto già sappiamo o crediamo. Un altro meccanismo psicologico da considerare è l’’effetto della paura nella percezione delle informazioni: quando cerchiamo sul web dei sintomi (veri o presunti) siamo propensi a dare maggiore credito a informazioni negative,” suggestionati dai nostri timori rispetto ad una malattia.

6) Non vergogniamoci di chiedere. Nella comunicazione con il medico è importante chiedere di non parlare rapidamente o con termini troppo tecnici. E nel caso in cui alcune informazioni non dovessero essere chiare, è sempre possibile chiedere al medico di ripetere una seconda volta, eventualmente concentrandosi su uno o due punti chiave.

7) Non andiamo da soli dal medico. Farci accompagnare da qualcuno nelle visite più importanti può aiutare a migliorare la comprensione di quanto detto dal medico e a comprendere correttamente le azioni che dobbiamo intraprendere. Diminuisce la soggezione psicologica.

8) Ripetiamo quello che abbiamo capito. Prima di congedarci dal medico può essere utile ripetere quello che si è capito rispetto alla patologia e al percorso di cura ipotizzato. Avremo la conferma di aver ben capito, fisseremo meglio nella memoria quanto appreso e saremo più attenti nel seguire le indicazioni.

9) Capire a cosa servono i farmaci che si prendono aiuta a seguire le indicazioni del medico rispetto alla loro assunzione. Facciamo domande al medico sui rischi e benefici delle indicazioni ricevute finché non si comprendono bene le risposte.

10) La medicina personalizzata. Le informazioni aiutano a prendere decisioni in maniera consapevole, ma diffidiamo da quei siti che ci dicono come curarci e privilegiamo quelli che ci dicono in base a quali criteri devono essere assunte le decisioni mediche.

L’informazione disponibile sul web non potrà mai essere pensata per il singolo paziente che deve sempre confrontarsi con un professionista da cui ricevere le informazioni e le cure adatte alla sua condizione.

Il sondaggio

Oggi la Rete è una potentissima risorsa. Oltre l’88% degli italiani (il 93,3% tra le donne) consulta il web quando ha bisogno di informazioni sulla salute. Ma, attenzione, il 44% delle persone ritiene che rivolgersi a internet sia poco o per nulla rischioso. Questi dati emergono da un sondaggio eseguito su 802 persone, commissionato dalla Fondazione IBSA. Il rischio però esiste. Perché non dovremmo dimenticare che i motori di ricerca offrono a chi naviga in Rete una realtà “orientata” e non oggettiva.

Cosa significa? E’ presto detto. Google registra le nostre ricerche e i nostri gusti, riproponendoci poi quello che (con i nostri clic) abbiamo mostrato di preferire. Se, per esempio, abbiamo fatto delle ricerche sulla medicina naturale, a una successiva richiesta di “come curare il raffreddore”, il motore di ricerca ci proporrà in prima posizione i siti che propongono terapie naturali.

“Abbiamo condotto la nostra ricerca – afferma Silvia Misiti – perché riteniamo importante indagare su ciò che può essere fatto per migliorare la cultura della salute. E ci rivolgiamo soprattutto alle Associazioni di pazienti. Dal sondaggio, infatti, è emerso che l’enorme possibilità offerta dalla rete in tema di disponibilità di informazioni può trasformarsi in un pericolo se gli utenti non sono in grado di valutare l’affidabilità di quello che trovano. E questo è tanto più vero quanto più sono delicate le aree oggetto delle ricerche. La decisione di iniziare proprio dalle Associazioni Pazienti è scaturita dal fatto che rappresentano un anello di congiunzione sempre più prezioso tra il mondo dei medici e le necessità dei malati”. Così, le Associazioni di pazienti diventeranno i primi punti di riferimento per la divulgazione del decalogo tra la gente.

Dal canto suo, l’Istituto Superiore di Sanità – dice Walter Malorni, dirigente di Ricerca e Medicina generale dell’ISS – ha come obiettivo la realizzazione di un portale certificato rivolto ai cittadini che comunichi in modo semplice, col linguaggio della gente comune, informazioni fondamentali sulle varie malattie. “Ma dobbiamo fare in fretta – ribatte Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva -, cambiando radicalmente il rapporto tra scienza, politica e popolazione. Per ‘governare’ e non ‘subire’ il cambiamento, dobbiamo superare il modello paternalistico della vecchia e sorpassata divulgazione medica e adeguare i tempi della politica a quelli reali e immediati del web”.

Maurizio Maria Fossati

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